La sicurezza a Fano è un tema che richiede un approccio integrato, capace di affrontare le diverse problematiche che si presentano ogni giorno.
Il
controllo del territorio in generale e la situazione del Commissariato sono
temi cruciali.
Pur rimanendo fermo nel mio convincimento che la sicurezza pubblica spetti
principalmente alle Forze dell’Ordine dello Stato, è altrettanto vero, come ho
sempre sostenuto, che l’Amministrazione comunale debba collaborare attivamente,
mettendosi a disposizione anche con la Polizia Locale. A quanto mi risulta, rispetto
al passato, questa Amministrazione sta dando segnali positivi in tal senso. L'assegnazione
di distanziatori, l'assunzione di nuovi agenti e l'aumento della visibilità
delle pattuglie, anche a piedi nel centro storico, sono importanti passi
avanti, così come gli interventi concreti già messi in atto dalla Polizia
Locale. Personalmente, credo che si possa sempre fare meglio, ma è fondamentale
ricordare che Fano non è quello che alcuni vorrebbero far
credere. Certo, abbiamo delle situazioni da affrontare, ma possiamo affermare
con certezza che la nostra città, rispetto a tante altre, è relativamente
tranquilla.
In ogni caso, è essenziale
non abbassare mai la guardia. Un tavolo di concertazione, che consenta un
dialogo costante e lo scambio di informazioni tra le forze di polizia, è
imprescindibile per coordinare meglio le operazioni di controllo e migliorare
ulteriormente la sicurezza a Fano.
Tre, secondo il mio punto di vista , sono le situazioni che necessitano di risposte mirate,
ognuna delle quali viene gestita in modo diverso, ma sempre con l’obiettivo di
garantire la tranquillità della comunità.
-La prima priorità è la prevenzione, in
particolare riguardo ai reati predatori, come furti e rapine. La presenza di
pattuglie sul territorio è fondamentale per dissuadere i malintenzionati. Una
sorveglianza attiva e una presenza visibile delle forze dell'ordine possono
contribuire a creare un ambiente più sicuro. In questo ambito anche la Polizia
Locale gioca un ruolo chiave e mi permetto di dire che alcuni accorgimenti
tecnico operativi ne migliorerebbero l'efficacia. E’ comunque probabile che
tali accorgimenti siano già in atto non lo so.
- Un altro aspetto critico è la presenza dell’ormai
solito gruppetto di extracomunitari che frequenta zone delicate come la Rocca
Malatestiana, Piazza Amiani e il Pincio. Su questa situazione è fondamentale un
monitoraggio costante su due fronti: il controllo e l'identificazione. Conoscere
chi sono queste persone, se sono residenti a Fano, se hanno famiglie qui o
provengono da altre zone, come ad esempio comunità di accoglienza. insomma è
essenziale per un intervento mirato. Solo attraverso la raccolta di
informazioni e la cooperazione tra le forze dell’Ordine forse sarà possibile
gestire la situazione in modo più efficace.
Terzo aspetto - In relazione ai recenti
episodi tra giovani, è necessario fare chiarezza. Se si tratta di una
scaramuccia che è sfociata in un atto violento o se siamo di fronte alla
nascita di gruppi di tipo "gang". Di questo si stanno occupando le
Forze dell’Ordine. Certamente l’identificazione dei responsabili e un’azione
mirata sono cruciali. In questo caso, la collaborazione con assistenti sociali
e figure educative diventa determinante per prevenire il proliferare di simili
situazioni. Le parrocchie e gli oratori, alcune di esse già attive nel supporto
della comunità, sono benvenuti nel loro impegno, ma è importante prima
comprendere appieno la realtà con cui ci si confronta.
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