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FINALMENTE I CONSIGLI DI QUARTIERE A FANO. UN PASSO VERSO UNA DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA E INCLUSIVA.

 


Mentre in molte città italiane i Consigli di Quartiere sono eletti direttamente dai cittadini, incarnando un modello di democrazia partecipativa che promuove un coinvolgimento attivo nelle decisioni locali, a Fano l’Amministrazione Comunale ha optato per una modalità di istituzione immediata, con la designazione dei Consigli da parte del Consiglio Comunale. L’auspicio è che questa sia una soluzione temporanea e che, al termine dell’attuale mandato amministrativo, i cittadini possano finalmente esprimersi direttamente per eleggere i loro rappresentanti nei Consigli di Quartiere durante le prossime elezioni.

Recentemente ho avuto l’opportunità di confrontarmi con alcuni componenti di    associazioni locali che nutrono preoccupazioni riguardo all’istituzione dei Consigli di Quartiere, temendo che questo possa ridimensionare il loro ruolo.

In qualità di referente dell’associazione politico-culturale “Nuova Fano”, trovo queste preoccupazioni senza alcun fondamento. Al contrario, la collaborazione tra Consigli di Quartiere e associazioni locali è non solo auspicabile, ma essenziale per garantire una rappresentanza completa delle esigenze del territorio. Credo fermamente che le associazioni debbano continuare la loro preziosa opera di attivismo in modo autonomo, mantenendo la propria indipendenza, e lavorare fianco a fianco con i Consigli per promuovere iniziative concrete a beneficio della comunità.

Spero che i futuri Consigli di Quartiere diventino un prezioso punto di riferimento per tutti, un canale diretto tra i cittadini e l’amministrazione comunale, un supporto nella gestione e risoluzione dei problemi locali e una fonte di promozione di progetti che migliorino la qualità della vita nel quartiere. E’ importante che i Consigli si facciano strumento ideale per garantire che le istanze locali non solo siano ascoltate, ma ricevano anche risposte concrete.

Tuttavia, non comprendo il senso della scelta dell’amministrazione comunale di accorpare i residenti di Sassonia Sud alle aree periferiche oltre il fiume Metauro. Questa decisione ha sollevato dubbi tra i cittadini, che si sentono da sempre parte integrante del quartiere di San Lazzaro, anche grazie alla presenza della Parrocchia Gran Madre di Dio, che include una parte significativa di Sassonia Sud. Spero sinceramente che questa scelta possa essere rivista, rispettando la volontà dei residenti."

Guardando al futuro, auspico che il dialogo tra amministrazione, cittadini, Consigli di Quartiere e associazioni locali sia continuo, aperto e trasparente. Solo in questo modo i Consigli potranno rispondere pienamente alle aspettative dei cittadini, che hanno diritto a una rappresentanza concreta e sentita. Con il giusto impegno e una volontà condivisa, si può costruire insieme un futuro migliore per la nostra comunità.

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