Esprimo insieme ai componenti del mio partito , UDC, la solidarietà alla signora Tiziana Massaro e a tutte le famiglie che si trovano nella stessa sua condizione. L’Assessore ai servizi sociali oltre a correre ai ripari per una disattenzione, a parer nostro molto grave, dovrebbe chiedere scusa.
E’ evidente che quello che è successo
non è altro che la testimonianza di una Amministrazione comunale disattenta e
lontana da chi oggi vive la condizione della disabilità che deve invece essere
messa al primo posto sopra ogni altra cosa. Non è accettabile quanto accaduto e
l’assessore, responsabile di certi uffici, invece di cadere dalle nuvole e giustificare
dovrebbe chiedere conto a chi ha sbagliato insieme a lui. Assurdo che venga previsto il bando, per
l’assunzione degli insegnanti di sostegno, cinque giorni dopo che la scuola è
iniziata. Quindi ancora una volta siamo difronte ad una amministrazione
comunale che fa acqua da tutte le parti e a causa di questo chissà quando si
risolverà il problema che si è creato.
L’attenzione e il rispetto nei
confronti delle famiglie che hanno un disabile deve essere al primo posto. Gestire
un proprio caro, un figlio che si trova nella condizione della disabilità è molto difficile ed oltre alla sofferenza interiore, perché si vede un proprio caro in
quelle situazioni, si devono affrontare
notevoli spese per acquistare una apparecchiatura, una carrozzina particolare,
una barella, scarpe particolari, medicine. Ad oggi non ho sentito parlare di particolari stanziamenti,
finanziamenti o azioni che vadano oltre quel poco che si può ottenere da una
macchina comunale come ad esempio fare delle convenzioni con chi si occupa
della vendita di queste particolari apparecchiature che costano molto. Ad oggi
non ho sentito parlare di progetti per permettere ai nostri amici disabili di
andare in spiaggia eppure siamo in una zona di mare. Lodevoli le iniziative, private, che alcune
concessioni balneari hanno preso per la disabilità come lodevoli le
associazioni che a fatica cercano di dare sostegno e sollievo alle famiglie
bisognose che il Comune dovrebbe sostenere sempre più economicamente. Un
aiuto grande al riguardo potrebbe essere l’attuazione concreta dell’associazionismo
in rete. Una proposta fatta tempo fa anche a Fano in un convegno intitolato "riforma epocale".
Una proposta utile per avere aiuti coordinati che riguardano il mondo del terzo
settore dove ne è parte anche la disabilità. Ma dov’è
l’amministrazione comunale? Forse l’impegno di creare società
pseudo-privatistiche all’interno della gestione del servizio sociale porta via
l’attenzione dai problemi reali?
Ricordo, nel 2015, la passeggiata del Sindaco Seri su una sedia a
rotelle e tutte le promesse che allora fece sull’abbattimento delle barriere
architettoniche. Siamo nel 2023 non è cambiato nulla o forse solo qualcosina.
Ho sempre davanti ( riferito allo
scorso autunno-inverno) agli occhi la
signora in sedie a rotelle costretta ad aspettare lungo il corso Matteotti , in
un giorno di pioggia, l’assistente che gli faceva degli acquisti in una attività
commerciale perché non poteva entrare
per via degli scalini. Inaccettabile e non è giusto che una persona disabile
non possa scegliere dove andare , dove prendere un caffè, scegliere un
ristorante per passare una serata e tanto altro .
Basta girare per Fano e rendersi conto
di quanto c’è da fare per rendere la terza città delle Marche a portata anche
di chi è nella condizione della disabilità. Basta percorrere le strade piene di
insidie, i marciapiedi pericolosi, i sanpietrini del centro, iniziando da via
Cavour, pericolosi e impercorribili da una carrozzina a rotelle ma neanche a
piedi e in bicicletta.
C’è da vergognarsi quando una città, al
giorno d’oggi, presenta ancora ostacoli del genere.
Questa mattina presto, su segnalazione
di alcune famiglie che hanno disabili, mi
sono presentato presso il centro di riabilitazione che si trova nel Quartiere
di San lazzaro per verificare personalmente alcune serie criticità. L’AST deve
trovare una soluzione alternativa non può tenere ambulatori, frequentati
assiduamente da disabili in carrozzina e
non solo, al primo piano con una rampa che per percorrerla bisogna spingere in
tre ( non credo che quelle rampe all’interno del centro commerciale siano
regolari per quel tipo di utenza) e con un solo e piccolo ascensore che non
funziona ed è chiuso da diversi giorni ( ancora questa mattina era inutilizzabile)
. Credo che la responsabile della AST dott.ssa
Nadia Storti debba intervenire immediatamente. Farò presente questa situazione all’Assessore regionale alla sanità
Saltamartini. Gli ambulatori per la
riabilitazione devono stare al piano terra accessibili facilmente ad un tipo di
utenza che ha grosse difficoltà motorie. Tra l’altro , riferito a San Lazzaro,
in locali in cui si paga l’affitto.
Mi ha fatto male, proprio ieri, vedere
una mamma che, con una fatica immane, spingeva la carrozzina in quella rampa
molto ripida per portare il figlio disabile in quel centro di riabilitazione.
Una rampa che diventa pericolosa quando poi si percorre in discesa. Due anni fa
un disabile in carrozzella finì al pronto soccorso perché la persona che lo
accompagnava non è stata in grado di sostenere la carrozzina a rotelle in
discesa e ricordo che allora, come oggi, l’ascensore era rotto da tempo. Cosa ci vuole per rimettere in funzione un
ascensore e’ importante che quell’ascensore venga ripristinato immediatamente.
Oggi invece c’è un cartello con scritto “non funzionante” con la porta chiusa da
un lucchetto.
Fano non è questo e speriamo che presto cambino le cose. Le promesse fatte sono state dimenticate ma i nostri amici che sono nella
condizione della disabilità esistono ed hanno il diritto sacrosanto di vivere e
muoversi in ogni luogo come tutti.


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