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L'UDC CONCORDA CON IL PRESIDE DEL LICEO FANESE. IL FENOMENO DEL DISAGIO GIOVANILE NON VA TRASCURATO MA CURATO.

 

                                                 GIARDINO ROCCA MALATESTIANA



                                                                                                                                                                    Vera e apprezzabile la preoccupazione espressa attraverso la stampa del Preside del Liceo Nolfi Apolloni Professor Samuele Giombi. Si nota nel suo racconto l’attenzione e la capacità di osservazione frutto anche di una vita tra i giovani studenti. Quanto dichiarato dal Preside disegna una situazione di disagio sociale, che purtroppo abbraccia anche la nostra città, che interessa una fascia di giovani che non deve essere trascurata perché può diventare nel tempo un vero problema. E’ importante comunque sottolineare che parliamo di una fascia giovanile ancora marginale. Non si sta facendo di tutta l’erba un fascio.   Purtroppo è una situazione che da tempo è sotto gli occhi di tutti e va affrontata nel migliore dei modi. Azioni di Polizia Giudiziaria, là dove è necessario, ma anche cercando, attraverso gli organi preposti, di capire il tipo di disagio e intervenire prima che  sia troppo tardi.  Sono diversi ormai i luoghi fanesi frequentati da soggetti di dubbia moralità. Anche la zona delle Mura Malatestiane , dietro la scuola Gandiglio, i giardinetti Amilcare Biancheria,di fianco al parcheggione, sono diventati luoghi di ritrovo  che preoccupano i cittadini che da tempo fanno segnalazioni. C’è il sospetto che dopo gli interventi, per liberare il Convitto Vittorio Colonna, il bivacco e il dormitorio di fortuna si sia trasferito in quei luoghi.  Questo vuol dire che non si è fatto nulla per le persone e quindi il problema si sposta e resta.  Le nostre Forze dell’Ordine fanno il possibile, nonostante le tante difficoltà al loro interno più volte  rappresentate, ma non basta. L’amministrazione del Sindaco Seri ( Il Sindaco, nell'esercizio delle funzioni concorre ad assicurare anche la cooperazione della polizia locale con le Forze di polizia statali .- Decreto del Presidente della Repubblica  3  aprile 2006 n. 180 ) dovrebbe perlomeno preoccuparsi mettendo anche a disposizione, oltre alla Polizia Locale,  quelle figure preposte dei servizi sociali atte ad intervenire per tentare di arginare il disagio sociale. 

Dall’assessore ai servizi sociali Tinti mi sarei aspettato un intervento stampa costruttivo invece, leggo sconcertato  dichiarazioni che, dopo l’intervento stampa del Professore Samuele Giombi, tendono a giustificare l’azione della sua amministrazione con iniziative, fatte,  che non hanno nulla a che vedere con quel tipo di disagio sminuendo la situazione sicuramente scomoda perché evidenzia una disattenzione amministrativa disarmante. Il fatto che il disagio sociale giovanile è, come dichiara l’assessore, un problema nazionale non deve essere un alibi per non intervenire. Insomma sono dell’idea che  ogni uno, responsabilmente, deve salvaguardare il proprio territorio con i mezzi che ha disponibili e meglio che può.

L’assessore ricorda nelle sue dichiarazioni, come fosse un caso raro che non si ripeterà,  il fatto del giovane con le unghie colorate attenzionato al Pincio proprio da un gruppo di facinorosi finiti poi a processo e condannati in via definitiva. Una brutta vicenda, finita anche nelle cronache nazionali, che poteva concludersi con un esito molto grave perché in quel caso un giovane ha rischiato la vita. Questo fatto, emblematico, dovrebbe far riflettere i nostri amministratori che invece di stare a guardare potrebbero mettere in atto azioni concrete per evitare il ripetersi di certi spiacevoli fatti.

Pochi mesi fa il Centro destra, unito, ha organizzato un convegno sulla sicurezza a Fano dopo alcuni fatti incresciosi accaduti in città. Ci sono stati anche casi di Baby Gang oggetto di indagini giudiziarie e fortunatamente stroncato grazie alle nostre Forze dell’Ordine. Proprio oggi abbiamo notizia della condanna di cinque giovani che al lido di Fano nel Giugno scorso hanno malmenato un loro coetaneo per una sigaretta.    

Ho più volte proposto, all’amministrazione comunale, di aprire un tavolo di concertazione per la sicurezza pubblica ( lo faremo a tempo dovuto)  utile per trovare le soluzioni migliori e far sì che Fano sia una città sicura e testimone della legalità ma ormai con un sindaco a fine mandato è inutile parlarne.

 



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