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POLLEGIONI UDC: IL CENTRO D’ASCOLTO “H RISPONDE” VA TUTELATO NON CHIUSO

 


I Servizi sociaIi fanesi un tempo erano una eccellenza adesso un misto di burocrazia e mancanza di senso pratico con una aggiunta di mancanza di sensibilità .
 
I “DIRITTI” di coloro che hanno difficoltà a causa della disabilità nel terzo millennio non è probabilmente una priorità per chi  ancora ora è chiamato ad amministrare la terza città delle Marche.
 
E’ a dir poco vergognoso quanto sta succedendo a Fano dove l’amministrazione Comunale, nella persona dell’Assessore ai servizi sociali, sfratta e chiede la consegna delle chiavi della struttura di via Froncini adibita a centro di ascolto per le famiglie, insegnati, operatori del sociale e persone con disabilità. Un luogo prezioso in cui dieci ragazzi con disabilità svolgono un servizio alla comunità chiamato  “H RISPONDE”  che da tempo gestisce le prenotazioni, della casa degli scout in via Mattei, per le famiglie che vogliono festeggiare eventi o compleanni dei figli.
 
Insomma un luogo centrale non solo per la collocazione ma anche per il servizio che svolgono tutti gli operatori alla comunità e  per  la comodità inclusiva e fondamentale dei ragazzi disabili che dalla loro postazione di servizio possono raggiungere facilmente un bar per prendere un caffè o in altri locali per fare acquisti e con l'occasione creare rapporti personali interfacciandosi con i cittadini che incontrano. Insomma un occasione che fa bene a tutti e che deve essere assolutamente incentivata e non allontanata.
 
Ricordo, qualche anno fa, una passerella del Sindaco Seri seduto in sedia a rotelle che percorreva il corso della città durante un incontro proprio con l’associazione AGFH ora AGFI. Ricordo in quella occasione i propositi da lui espressi di una città che deve essere sempre più vicino alla disabilità. Fano è fanesi sono senza dubbio vicino agli amici disabili ma ad oggi questi amministratori non  stanno testimoniando la stessa cosa. Infatti  invece di porre rimedio al problema tagliano corto e invitano dieci ragazzi disabili a lasciare quel luogo senza neanche una motivazione se non  quella di una scadenza di accordo d’ambito sociale. Scadenza  mai voluta risolvere dall’Assessore preposto, informato dalla Presidente di AGFI già dal mese di Maggio. Infatti questo sfratto nasconde del mistero che vorremmo sia svelato.  
 
Invito il Sindaco e l’assessore Tinti a ravvedersi e a fare tutto il possibile per risolvere la questione trovando una soluzione che non chiuda quel luogo prezioso per i nostri dieci ragazzi, per le famiglie e per la comunità. Insieme al mio partito,l’UDC, mi schiero al fianco dei dieci ragazzi e faremo tutti il possibile per evitare questa vergogna. Inviterò i consiglieri comunali del centro destra a fare lo stesso intervenendo all’interno dell’Amministrazione comunale per fermare questa assurda chiusura.
 
Insisto nel ricordare al Sindaco quella esperienza in sedia a rotelle perché sono certo che non ha dimenticato quel momento e ad essere coerente con quello che allora disse.
 
Naturalmente questa storia deve coinvolgere tutta la città.
 

 

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