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LA TRATTA FERROVIARIA FANO URBINO VENGA ALMENO PULITA E CURATA



Un tempo sono stato uno dei
 sostenitori della riattivazione della ferrovia Fano Urbino anche dopo che nel  dicembre 2011 il Ministro Corrado Passera con il decreto 430 LA dichiarò dismessa. Ho guardato sempre quel percorso ferroviario come un grande risorsa per il territorio ma ormai credo che siamo giunti oltre il confine di una storia senza alcuna speranza.

Ogni anno sono costretto ad intervenire, segnalando all’Ente ferrovie anche con foto le giuste lamentele dei cittadini che hanno proprietà e abitazioni a ridosso del percorso ferrato, perché  la tratta è coperta da rovi ed erba alta residenza di animali e insetti di ogni genere.

Una tratta che per anni è stata al centro dell’attenzione politica, con impegni e promesse mai concretizzate, per una eventuale riattivazione con una metropolitana leggera. Infatti ultimamente è stata oggetto di uno studio di fattibilità Ministeriale costoso ( circa un milione di euro) sulla base della legge 128 del 2017 sulle ferrovie turistiche. Tanti soldi pubblici ma risposte zero.   

Nel frattempo la tratta ferroviaria è diventata una sorta di foresta tropicale, in molti punti a ridosso delle abitazioni, senza un programma annuale di interventi di deforestazione, taglio dell’erba e pulizia del sedimento se non in qualche breve tratto. Per il resto è il degrado a prevalere.  

In  via Regolo, poco dopo la vecchia stazione di Cuccurano di Fano, sono stato contattato da alcuni residenti che stanno soffrendo la situazione di degrado oltre a doversi proteggere dagli attacchi di calabroni annidati nei fusti dei pioppi esistenti in quella stretta via pericolosa da percorrere perché gli insetti citati volano sulla strada attaccando chiunque passa.  Qualche tempo fa una persona punta da uno di quei calabroni ha rischiato la vita e si è salvato grazie all’intervento tempestivo dei sanitari. Il pericolo segnalato agli enti preposti non ha avuto ad oggi alcuna risposta. Ho constato personalmente, in agosto, che quella via era davvero pericoloso percorrerla. Gli alberi lungo la via Regolo, in cui sono annidati gli insetti, sembrano appartenere all’Ente Ferrovia.  

Se quella Tratta ferroviaria come vediamo oggi è destinata a diventare una savana a cielo aperto casa di insetti e animali di ogni genere a ridosso delle civili abitazioni   allora vale la pena rivalutare le proposte fatte nel passato perché sia utilizzata quale percorso ciclabile e pedonale visto che attraversa molte zone di raccordo della città di Fano ma anche di molti altri comuni dell’entroterra  fino ad Urbino. Siamo stanchi di andare avanti, ormai da anni, con promesse e progetti pensati e mai concretizzati.

Nel frattempo ricordo all’Ente Ferrovie che esiste una responsabilità quella di tenere pulito quel percorso. Quest’anno interpellato da cittadini residenti e dopo aver segnalato,come segreteria UDC, L’ingegnere responsabile dell’Ente ferrovie mi ha risposto che avrebbero a breve provveduto alla sua pulizia  ma quello che è stato poi fatto non è sufficiente tant’è che ho provveduto a segnalare anche il problema di via Regolo di Fano , il 30 agosto 2022 in PEC, al Sindaco di Fano.

Mi auguro che non accadano cose spiacevoli, come già successo al cittadino di Via Regolo, e siccome neanche l’Amministrazione Comunale risponde  mi appello al signor Prefetto perché ci sia un ordinanza che preveda la pulizia dell’intera tratta ogni anno e non solo su richiesta dei residenti.

 


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