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TERME DI CARIGNANO. UDC: SEMBRA O SEMBREREBBE , SPERO DI ESSERE SMENTITO

 

 


L’UDC fanese attraverso Stefano Pollegioni e Davide Delvecchio interviene sul silenzio tombale Terme di Carignano.                                                                                                                                            

 Condividiamo l’intervento stampa di Beatrice Morbidoni  Presidente dell’associazione riapriamo le terme di Carignano.                                                                                                                                        Ricordiamo, nel 2020, l’entusiasmo con cui si apprese la notizia dell’acquisto dei terreni dell’area termale di Carignano da parte della società  Srl e del  progetto in itinere annunciato dall’amministratore delegato della società Avvocato Natali.

Ci fece davvero sperare che quel luogo abbandon
ato da anni finalmente potesse tornare a vivere anche con la riapertura delle terme che un tempo erano un punto di riferimento per le cure di molti bisognosi provenienti sia dalla Regione Marche che da altre Regioni d’Italia.

 Ci è sembrato, allora, che la società acquirente avesse le idee chiare riguardo alla destinazione dei terreni e ricordo che nonostante il mio invito, rivolto all’amministrazione comunale di interloquire  per agevolare il progetto, il Sindaco in una sua dichiarazione PUBBLICA disse che avrebbe fatto tutto il possibile per accorciare i tempi burocratici e far partire il progetto. Progetto che, nonostante le promesse, non è ancora stato presentato.

 Siamo entrati nel 2022  tutto è fermo, avvolto nel mistero, e quei luoghi sono tornati, dopo uno spiraglio di luce, nuovamente nel buio più totale. Chissà perché?

 Il 22 dicembre organizzammo un incontro tra l’Avvocato Natali della società proprietaria e la Presidente Morbidoni dell’associazione “Riapriteci le Terme di Carignano”. Da quell’incontro si era capito che doveva sbloccarsi una certa autorizzazione, da li a poco, ferma in Regione.

 Personalmente, in questi giorni riferisce Pollegioni,  ho cercato di capire cosa stesse  succedendo, spero di essere smentito, ma pare che i freni siano diversi. Dalle concessioni sovrapposte che si contendono dell’acqua Perpetua ai 24 ettari di terreno, dove sembrerebbe esistere una concessione fino al 2034. A questo pare si aggiunga il contenzioso legato al pagamento della tassa regionale di concessione delle Acque termali anni,2017,2018,2020,2021. Sembrerebbe, lo dico chiedendo chiarimenti e smentite, che esista un qualche problema legato alla concessione delle acque termali da revocare alla vecchia gestione per poi darla alla nuova e sembrerebbe che fare questa ultima pratica  comporti andare incontro ad una serie di vincoli legati a nuove leggi a cui attenersi e sembrerebbe che questo sia un vero problema.

Non posso nascondere il timore che riaprire le terme non sia una cosa facile. Mi domando dov’è il Sindaco in tutto questo? Eppure si era dichiarato disponibile e attento nel seguire l’iter! 

A Fano ci sono cittadini e residenti, come l’associazione “Riapriteci le Terme di Carignano”, che hanno il diritto di avere notizie. Qui ad oggi  del progetto delle terme è rimasto solo il pensiero.

Crediamo, continua Pollegioni e Delvecchio, che la Società e la Regione debbano trovare un punto di incontro.

Se invece le problematiche sopra riportate possono essere smentite perché il problema sono solo le autorizzazioni per l’uso delle acque termali si lasci in stand-by il percorso delle concessioni e nel frattempo si vada avanti con il resto del progetto perché a quanto pare si parla anche di molti posti di lavoro.

Non c’è dubbio che la proprietà che ha acquistato è privata ed ha l’autonomia di decidere senza interferenze ma le terme è un bene pubblico e quindi ci sta a cuore sapere se hanno un futuro oltre a preoccuparci che quei luoghi non tornino di nuovo nel degrado. Qualcuno ci risponda.   

 

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